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Un primato nel labirinto


di Gaetano Buglisi
sosrinnovabili.it

Sembra proprio che si stia uscendo dall'ombra, e che sia iniziata una corsa al sole.
Quasi all'improvviso la grande informazione si accorge che il fotovoltaico non è né un'eccentricità da ricchi debosciati, né una speculazione da furbetti del campicello.
Dobbiamo dare merito anche al ministro Clini che sta orchestrando una politica di presa di coscienza radicalmente nuova da parte delle istituzioni italiane che finalmente si stanno accorgendo del tesoro che hanno sopra la loro testa. Il ministro non si sottrae dalle responsabilità dell'esecutivo, che deve decidere e non lanciare proclami. Infatti annuncia interventi per sfoltire procedure ed eliminare quello che definisce “il gioco dell'oca delle autorizzazioni”.
Esattamente quanto reclamiamo da 5 anni.
E' evidente che sta maturando, anche sotto i colpi della crisi, una nuova consapevolezza.
Prima è infatti venuta la constatazione che la bolletta energetica italiana è più leggera di quanto gli incrementi di costo dei combustibili fossili facessero temere, proprio grazie all'irrompere delle fonti rinnovabili nella dieta energetica dei cittadini; poi lo stesso ministro, in una puntuale presa di posizione assunta in televisione ad Uno mattina, ha lanciato lo slogan basta giocare con le rinnovabili, dobbiamo investire e credere che quelle sono la nostra via per la salvezza; infine oggi su Repubblica , la penna principe del giornale, Federico Rampini ci informa che l'Italia torna a guidare la corsa verso il fotovoltaico.
I dati citati da Rampini sono estrapolati dalla ricerca di un noto, e accreditato, osservatorio californiano ,IHS(Energy Information, software &solutions, www.ihs.com) che aggiortna le classifiche mondiali.
L'Italia nel 20121 ha compiuto una performan straordinaria, sopravanzando addirittura la lanciatissima Germania, ma anche i giganti di USA e Cina. Infatti nel paese del sole, non a caso, siamo arrivati a raddoppiare l'installato che ha raggiunto una potenza di 6,9 gigawatt. Come leggerete nell'articolo di Rampini, abbiamo così staccato la Germania, fermatasi a 5,9 gigawatt, e surclassato Stati Uniti e cinesi, fermi sotto i 3 gigawatt.
Come giustamente spiega il presidente della nostra associazione Energie Future, Massimo Sapienza, il risultato è il frutto di una lunga incubazione, maturata negli anni passati, quando , grazie anche agli incentivi pubblici, perchè negarlo?, si è forgiata una vitalissima area di imprese e di operatori privati che hanno spinto il sistema Italia.
Ma oggi, è ancora Sapienza a sottolinearlo, il rischio è quello di arrivare stremati e senza fiato alla meta finale.
Infatti le politiche di questi ultimi anni, sopratutto le contorsioni dell'ultimo governo Berlusconi, hanno tolto ogni spazio e intensità, all'azione del settore.
Non si tratta infatti tanto dei contributi materiali che sono stati sottratti in corso d'opera, quanto del clima di incertezza e di totale imprevedibilità nelle relazioni con il contesto industriale, che ha schiacciato le imprese.
Lo stesso Rampini nel suo articolo, nota come la polemica su gli incentivi va contestualizzata in un settore, quello delle strategie energetiche, che in tutto il mondo, compresa il paese più liberista come gli USA, è soggetto ad un regime di sostegni e agevolazioni.
Non solo, come tutta la storia del petrolio ci insegna, l'energia è un settore completamente teleguidato dalle politiche nazionali.
Per il petrolio si sono fatte guerre, altro che incentivi.
Ora si tratta di stabilizzare questo primato, dandogli un riconoscimento politico, e , sopratutto, dandogli un ruolo ed una funzione.
Come operatori del settore noi chiediamo di essere usati dal governo e dal sistema istituzionale italiano.
Il fotovoltaico deve diventare una leva per rendere compatibili i costi dell'intero sistema industriale italiano.
Come diciamo da tempo, il sole è la prima vera fonte energetica di massa disponibile nel nostro paese.
Da sempre l'economia italiana è stata condizionata dai vincoli energetici.
Ogni piano di sviluppo doveva fare i conti con i limiti delle importazioni di legno, gas, petrolio, metano, uranio.
Ora possiamo riprogrammare il nostri modello di sviluppo basandoci su una fonti disponibile, liberamente distribuibile e sopratutto compatibile con la specificità nazionale che è appunto la forza dell'ambiente.
Ora non sono ammesse esitazioni o distrazioni.
Il ministero dell'Ambiente, sotto la guida del nuovo ministro Clini ha dato indicazioni che devono essere ulteriormente declinate: centralità delle rinnovabili, modelli di sviluppo e normativi adeguati, nuovi standard decisionali basati sui territorio, sul decentramento degli enti locali, su nuovi piani regolatori dell'energia, che avvicinino le scelte fondamentali per la vita quotidiana di ognuno di noi ai cittadini.
Non a caso , lo stesso studio dell'IHS si basa sui dati regionali, per far intendere che il fotovoltaico oltre ad essere disponibile e conveniente è anche una fonte energetica che rispetto a quelle tradizionale, si presenta più gestibile e maneggevole.
Indicativi sono i trends di alcune regioni guida, come ad esempio la Toscana, dove sono stati allacciati nel 2011 alla rete ben 8.347 nuovi impianti, con un incremento del 100% rispetto ai circa 4000 allacciati dall'Enel nel 2010.Anche in questo caso centr5ale è il ruolo delle amministrazioni locali, ma anche del tessuto sociale, che va incontro alle nuove fonti energetiche, senza prestare il fianco alle resistenze monopoliste.
Cosa che ad esempio non si può dire in altre regioni, come ad esempio la Puglia, dove pure i presupposti per un vero rinascimento fotovoltaico sembravano esserci, ma dove invece le sacche di resistenza stanno demotivando gli investimenti di gruppi privati, italiani ed esteri.
La fase 2 deve segnare un salto di qualità: i primi effetti che già sono avvertibili nella bolletta energetica che in Italia cresce solo del 2% rispetto al 6/8% dell'incremento dei combustibili fossili, ci fa capire che bisogna rendere più efficacie e persi9stente lo sforzo di assumere il fotovoltaico, insieme alle altre fonti rinnovabili, come elemento strutturale sia della produzione che della distribuzione di energia.
I provvedimenti che il governo Monti annuncia per agevolare la ripresa economica devono basarsi su una premialità per i territori e le imprese che implementano modelli di energia rinnovabili nei propri fattori di sviluppo.
Come bisogna che i singoli cittadini siano protagonisti di una transizione che veda, così come fu per l'informatica 20anni fa, nel passaggio dal calcolatore al personal computer, l'energia diventare strumento diretto e personalizzabile di ogni individuo nella propria pianificazione di vita.
Proprio il passaggio dal campo al tetto, lo slogan che abbiamo assunto come SOSrinnovabili, può diventare una delle bussole che renda questa paese non più tributario non solo di risorse ma nemmeno di idee, nel mondo.
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